I giorni scorsi ho rifiutato una nuova “offerta politica”. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima. Cambiano i partiti, i loghi, i nomi ma la dinamica è sempre la stessa, così come la mia risposta: “
No, grazie.”
Sono un giornalista, questa è la mia passione e la mia missione, dunque è ciò che continuerò ad essere e a fare. Alla faccia di tutti coloro che da anni ripetono “vedrai che prima o poi anche lui si venderà al miglior offerente” e altre cazzate simili.
Sciacquatevi la bocca prima di pronunciare il mio nome. E questo vale anche per coloro i quali hanno il coraggio di darmi del “gatekeeper” o al soldo del sistema.
Vi passerei volentieri le querele, le diffide, le minacce e le intimidazioni che ho ricevuto negli ultimi anni per vedere quanto bravi sareste a gestirle, a dormire tranquilli, a continuare a battervi. Così come le varie offerte commerciali, per vedere quanto coerenti sareste nel rinunciarvi.
Sono tornato a girare l’Italia per gli eventi e continuo a trovare una differenza sempre più abissale tra
le persone sui social e quelle nella vita reale: sul web c’è una quantità di frustrazione, cattiveria, malessere, invidia e disagio che dal vivo non riscontro.
Una sorta di substrato virtuale che nella realtà per fortuna sembra non esistere. Gente che senza un telefonino o un tablet è il nulla cosmico.
Il mondo là fuori è molto meglio di quello che traspare nelle piattaforme digitali… motivo in più per continuare a uscire e
incontrarsi di persona.
Ci vediamo giovedì a Roma, venerdì a Torino e poi sabato prima a Tortona e infine a Biella.
Poi dal 31 marzo nei teatri per il tour "FuoriGregge".
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