Gioco d'azzardo: piaga e truffa di Stato ��
La prima volta che ho letto questo dato, non ci potevo credere. L'ho verificato più volte perché mi sembrava impossibile. Eppure è così:
gli italiani spendono più soldi per il gioco d'azzardo che per mangiare.
Ebbene si: lo scorso anno abbiamo speso
157 miliardi di euro in gratta e vinci (o meglio gratta e perdi), slot machine e scommesse contro i 150 miliardi spesi in cibo.
L'Italia è il paese europeo in cui si perdono più soldi al gioco.
Signori, siamo di fronte a
una piaga sociale di proporzioni colossali. É un problema di salute pubblica, quindi ci riguarda tutti. E la cosa a mio parere più inquietante è che non se ne parli, perché evidentemente
al sistema va bene così. La cosa invece più vergognosa, è che lo stato su questa piaga, faccia cassa… è si, perché si porta a casa ogni anno, una cifra che oscilla tra i 10 e i 20 miliardi di euro.
Infatti è un fenomeno che
non si vuole risolvere, non c’è alcuna volontà politica di farlo, nonostante la
ludopatia stia di fatto rovinando la vita a milioni di famiglie italiane e sempre di più, ogni anno che passa.
Ma la responsabilità non è solo dei giocatori: è anche di
chi lucra sulle loro debolezze, sul loro disagio, di chi alimenta tale malattia deliberatamente anziché tutelare le vittime.
Basti pensare al cosiddetto “
Decreto Dignità” (che coraggio a chiamarlo così) datato 2018, che avrebbe dovuto limitare la pubblicità del gioco d’azzardo.
Una farsa. Tanto che viene aggirato in mille modi: spot camuffati, sponsorizzazioni “indirette”, brand di scommesse travestiti da fantomatiche piattaforme di intrattenimento o società di dati sportivi. Tutti a norma di legge.
Il messaggio che arriva ai giovani è
devastante: “Scommetti e vinci come i tuoi idoli.”
Ma nella realtà, a vincere è sempre il banco.
L’anno scorso la raccolta complessiva del gioco in Italia ha toccato oltre 160 miliardi di euro. Una cifra che supera di gran lunga la spesa nazionale per la cultura, la ricerca e perfino la sanità. E intanto, i casi di ludopatia aumentano del 30% ogni anno.
A completare il quadro ci sono vip, influencer e personaggi pubblici, che in barba a legge e qualsiasi etica (manco da nominare) promuovono più o meno indirettamente siti e app di scommesse, casinò online o “giochi a premi” travestiti da collaborazioni commerciali.
Il risultato è che
il gioco d’azzardo è diventato una droga di Stato, legalizzata, incentivata e pubblicizzata (però ehi… hanno bandito la cannabis light, siamo salvi).
Un business miliardario costruito sulla disperazione, sulla speranza dei più fragili,
una trappola subdola e silenziosa.
Mi dispiace ma un Paese che guadagna sulla rovina dei suoi cittadini
non è un Paese civile.
E finché resteremo zitti e accetteremo questo schifo in silenzio,
continueremo tutti a perdere, anche chi non gioca mai.
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@matteogracis ��
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