Francesca Albanese: un fiore di loto nella palude fetente israeliana ��
Lei è Francesca Albanese, una giurista italiana, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati.
Nonostante il silenzio assordante delle istituzioni italiane, Francesca si è distinta a livello internazionale per
il suo coraggio e per la lucidità con cui denuncia le violazioni sistematiche perpetrate da Israele contro il popolo palestinese.
In
un’intervista esclusiva de L’Indipendente, rilasciataci nel Novembre scorso, affermava: “
Israele sta commettendo un genocidio, e questo è dimostrato non solo dalle azioni e dai massacri, ma soprattutto dagli intenti dichiarati e dall’incitamento di molti leader politici israeliani.”
Dichiarazioni simili le sono costate care: dagli
attacchi mediatici alle
calunnie orchestrate, fino alla recente notizia delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che l’hanno inserita in una speciale “black list” solo per aver fatto il proprio lavoro e aver detto la verità.
Non solo. In questi giorni è emerso come Israele abbia comprato spazi pubblicitari su Google per
screditarla, per diffondere contenuti diffamatori e manipolare l’opinione pubblica contro di lei.
Una mossa vile, degna di chi evidentemente teme la forza della verità più di qualsiasi arma.
E in tutto questo, le istituzioni italiane con il loro
silenzio complice e meschino, stanno dimostrando ancora una volta e più che mai, la loro omertà.
Ecco perché
Francesca Albanese va sostenuta. Con forza, con convinzione. Va sostenuta perché oggi rappresenta non solo la voce dei palestinesi ma anche quella di chiunque creda ancora nella
giustizia e nella
dignità umana. Dobbiamo farle sentire la nostra vicinanza, il nostro affetto e il nostro sostegno concreto. Non possiamo lasciarla sola.
Di recente è stata lanciata una
petizione online per chiedere la nomina di Francesca al
Premio Nobel per la pace: ha raccolto oltre 70mila firme in 3 giorni, naturalmente tra queste c’è anche la mia. Per quanto ormai poco creda in tale riconoscimento, simbolicamente può essere un segnale importante.
La sua storia e le sue azioni, ci ricordano che
anche nella palude più fetente ci sono bellissimi Fiori di Loto.
Forza Francesca, siamo al tuo fianco!
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APPROFONDIMENTO
«L’attivismo è l’arma per fermare Israele»: intervista alla relatrice ONU Francesca Albanese
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